23 marzo 2026
18 marzo 2026
Festa del Papà
Pare che le origini delle celebrazioni del
Papà
trovino un antecedente addirittura ai tempi dei babilonesi,
4000 anni fa, tempo a cui risale una argilla su cui un ragazzo
di nome Elmesu
ha scritto un messaggio di auguri e buona salute al padre.
L’usanza di dedicare un giorno alla
Festa del Papà
come la celebriamo oggi viene comunque dagli Stati Uniti,
e fu celebrata in tempi abbastanza recenti,
per la prima volta nei primi anni del ’900.
Nei paesi anglosassoni questa festa non ha un legame
con alcun santo e si svolge la terza domenica di Giugno.
Il simbolo di questa festa sono le rose:
rosse se il genitore è ancora in vita e bianche in caso opposto.
In Italia la Festa del Papà si celebra il
19 marzo sin dal 1968.
E’ il giorno in cui si festeggia anche
San Giuseppe,
il protettore dei falegnami, dei poveri e dei derelitti.
Giuseppe è anche il nome più diffuso in Italia con numerose
feste patronali a lui dedicate,
quindi si tratta di un santo molto sentito e festeggiato.
Giuseppe, sposo della Vergine Maria e padre di Gesù bambino,
viene presentato dalla religione cattolica
come il padre generoso per eccellenza,
premuroso e corretto.
La festa coincide tra l’altro con l’inizio della primavera
(21 marzo)
quindi la fine della stagione fredda e l’inizio del periodo più fertile.
quindi la fine della stagione fredda e l’inizio del periodo più fertile.
Questa occasione fa si che molte tradizioni pagane,
come i riti di purificazione agraria tramite pire di fuoco,
vengano assorbite da questa festività cristianizzata.
Altro tema cristiano è dato dal fatto che quando
Giuseppe e Maria giovani sposi vagavano transfughi
in paese straniero alla ricerca di un posto
per poter far nascere il bambino era stata loro rifiutata ospitalità.
I valori dell’ospitalità e dell’accoglienza,
sacri per la religione cattolica,
vengono ricordati ancora oggi con l’allestimento di
banchetti aperti ai bisognosi ed ai poveri in molte località in Italia.
In questa occasione in Sicilia ancora oggi
vi sono banchetti in cui un sacerdote benedice la tavola
ed i poveri sono serviti dal padrone di casa.
La tradizione vuole che, specie un tempo,
il banchetto venisse allestito in chiesa e,
mentre un sacerdote predicava per nove volte
tante quante erano le portate,
altri due sacerdoti servissero i poveri banchettanti.
In principio la festa del papà era festa nazionale,
successivamente è stata abrogata anche se continua ad essere
un’occasione per le famiglie, e soprattuto per i bambini,
di festeggiare i loro padri con regali e pensieri di riconoscenza.
La festa del 19 marzo è caratterizzata inoltre
da tradizioni che si ritrovano un po’ in tutte le regioni d’Italia
dove più dove meno:
i falò e dolciumi.
un’occasione per le famiglie, e soprattuto per i bambini,
di festeggiare i loro padri con regali e pensieri di riconoscenza.
La festa del 19 marzo è caratterizzata inoltre
da tradizioni che si ritrovano un po’ in tutte le regioni d’Italia
dove più dove meno:
i falò e dolciumi.
A proposito dei dolciumi tradizionali legati a questa festa
vi è un denominatore comune:
il friggere porzioni di pasta nel grasso come lo strutto o l’olio,
proprio come i dolci del periodo di carnevale.
Si tenga conto che si tratta di una celebrazione che nasce
nel mezzo del digiuno quaresimale
ed è l’unica ricorrenza per la quale è lecito,
sin dal Medioevo,
interrompere momentaneamente tale periodo
di rinunce alimentari che dura sino al periodo pasquale.
vi è un denominatore comune:
il friggere porzioni di pasta nel grasso come lo strutto o l’olio,
proprio come i dolci del periodo di carnevale.
Si tenga conto che si tratta di una celebrazione che nasce
nel mezzo del digiuno quaresimale
ed è l’unica ricorrenza per la quale è lecito,
sin dal Medioevo,
interrompere momentaneamente tale periodo
di rinunce alimentari che dura sino al periodo pasquale.
Il 19 marzo tutti i papà
sono festeggiati e ricevono regali
o pensierini da parte dei figli.
Questa festa diviene un’occasione per esprimere
affetto e stima nei confronti del proprio genitore.
Sono soprattutto le zeppole
il piatto tipico della
Festa del Papà.
sono festeggiati e ricevono regali
o pensierini da parte dei figli.
Questa festa diviene un’occasione per esprimere
affetto e stima nei confronti del proprio genitore.
Sono soprattutto le zeppole
il piatto tipico della
Festa del Papà.
Si tratta di frittelle con crema e la ricetta
può variare alcuni dettagli da zona a zona.
Le zeppole di San Giuseppe tra storia e tradizione
Nell’antica Roma il 17 marzo si celebravano le
“Liberalia”,
feste in onore delle divinità del vino e del grano.
Per omaggiare Bacco e Sileno,
precettore e compagno di gozzoviglie del dio,
il vino scorreva a fiumi:
per ingraziarsi le divinità del grano
si friggevano delle frittelle di frumento.
Per San Giuseppe, che ricorre solo due giorni dopo
(19 marzo),
la fanno da protagoniste le discendenti di quelle storiche frittelle:
le zeppole di San Giuseppe
Il 19 Marzo,
si racconta che i friggitori napoletani si esibivano
pubblicamente nell’arte del friggere le Zeppole
pubblicamente nell’arte del friggere le Zeppole
davanti alla propria bottega,
disponendovi tutto l’armamentario necessario.
Come la maggioranza dei dolci napoletani anche questo
dolce ha origine conventuale,
forse nel convento di San Gregorio Armeno,
ma c’è anche chi ne attribuisce “l’invenzione”
alle monache della Croce di Lucca,
o a quelle dello Splendore,
le famose monache ad ogni festività inventavano un dolce diverso.
Moltissimi dolci napoletani sono costruiti su un
“contrasto” di sapori,
la qual cosa si esprime al massimo nella preparazione dei
“Rustici Napoletani”
“Rustici Napoletani”
che altri non sono che una deliziosa imbottitura salata
a base di ricotta e salumi vari racchiusi in una sfoglia dolce.
Anche le zeppole ricetta originale non si sottraggono a questa regola,
Anche le zeppole ricetta originale non si sottraggono a questa regola,
poiche’, non son altro che una pasta bignè fritta
dal gusto neutro che fa da “scatola” ad una crema dolcissima,
su cui si poggia una nota aspra di una ciliegia sotto spirito o amarena,
di quelle che un tempo venivano “cotte al sole”
La prima ricetta pero’ la ritroviamo nel trattato di cucina di
La prima ricetta pero’ la ritroviamo nel trattato di cucina di
Ippolito Cavalcanti
celebre gastronomo napoletano ed e’ del 1837.
Inoltre il 19 marzo si e’ sempre celebrata la fine dell’inverno
Inoltre il 19 marzo si e’ sempre celebrata la fine dell’inverno
(la primavera è ormai nell’aria):
durante i cosiddetti “riti di purificazione agraria”
vengono accesi in molti paesi del meridione dei grandi falò,
e preparate grosse quantità di frittelle.
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17 marzo 2026
San Giuseppe 19 marzo 2021 "Come eravamo... Processione di San Giuseppe - 19 marzo 1988" il videoclip
video e collage del'anno 1988
... anche quest’anno
nella nostra città di Oria i festeggiamenti in onore di
nella nostra città di Oria i festeggiamenti in onore di
San Giuseppe,
patrono della Chiesa Universale.
Il culto di San Giuseppe in Oria
è dovuto all’antica presenza dei Frati Conventuali
che risiedevano appunto nel convento adiacente alla chiesa
dedicata al Poverello d’Assisi
(dove ora sorge l’Ospedale Martini).
Nella tradizione popolare, San Giuseppe,
sposo della Vergine Maria,
sposo della Vergine Maria,
è il santo protettore dei poveri e dei derelitti,
poiché i più indifesi hanno diritto al più potente dei Santi.
poiché i più indifesi hanno diritto al più potente dei Santi.
In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi,
in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino,
che si videro rifiutata la richiesta
di un riparo per il parto.
in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino,
che si videro rifiutata la richiesta
di un riparo per il parto.
Questo atto, che viola due sacri sentimenti:
l'ospitalità e l'amore familiare,
l'ospitalità e l'amore familiare,
viene ricordato in molte regioni
con l'allestimento di un banchetto speciale.
con l'allestimento di un banchetto speciale.
Così in alcuni paesi della Sicilia,
il 19 marzo di ogni anno,
si usava invitare i poveri al banchetto
il 19 marzo di ogni anno,
si usava invitare i poveri al banchetto
di San Giuseppe.
In questa occasione,
un sacerdote benediva la tavola,
un sacerdote benediva la tavola,
ed i poveri erano serviti dal padrone di casa.
In alcune città, il banchetto veniva allestito in chiesa,
e, mentre due sacerdoti servivano i poveri,
un terzo predicava per nove volte,
tante quante le pietanze che venivano servite.
In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni li scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per
San Giuseppe.
Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole,
le famose frittelle, che pur variando nella ricetta
da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa.
| Rappresentazione di S.Giuseppe |
| in una litografia di fine '800 |
San Giuseppe è anche il simbolo della castità, e quindi tutore delle ragazze da marito.
Molti proverbi e poesie popolari contengono raccomandazioni a San Giuseppe,
per trovare marito.
Questo santo è una delle figure più care alle famiglie, ed è uno dei beati ritenuti più potenti per la concessione delle grazie.
Molti proverbi e poesie popolari contengono raccomandazioni a San Giuseppe,
per trovare marito.
Questo santo è una delle figure più care alle famiglie, ed è uno dei beati ritenuti più potenti per la concessione delle grazie.
Oltre a proteggere i
poveri e le ragazze, San Giuseppe, in virtù della sua
professione, è anche il protettore dei falegnami, che da
sempre sono i principali promotori della sua festa.
La
festa del 19 marzo è anche associata a due
manifestazioni specifiche, che si ritrovano un po' in tutte
le regioni d'Italia:
i falò e le zeppole.
Poiché la celebrazione di san Giuseppe coincide con la fine dell'inverno, si è sovrapposta ai riti di i falò e le zeppole.
| |
| Rappresentazione di San Giuseppe in transito tra Maria e il Figlio. |
Da una litografia di fine '80 |
purificazione agraria, effettuati nel passato pagano.
In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni li scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per
San Giuseppe.
Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole,
le famose frittelle, che pur variando nella ricetta
da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa.
A Roma la preparazione delle zeppole,
affiancate dai bignè di San Giuseppe, ha un fervore particolare.
Nel passato, ad ogni angolo di strada era possibile
trovare un banco di frittelle,
e tutta la città era addobbata da decorazioni festive.
affiancate dai bignè di San Giuseppe, ha un fervore particolare.
Nel passato, ad ogni angolo di strada era possibile
trovare un banco di frittelle,
e tutta la città era addobbata da decorazioni festive.
E' infatti con la festa di san Giuseppe
che si saluta definitivamente l'inverno e
si comincia a sentire il profumo della primavera,
così le vicende stagionali e gli antichi riti
si uniscono con la festosità e la devozione dei cristiani.
che si saluta definitivamente l'inverno e
si comincia a sentire il profumo della primavera,
così le vicende stagionali e gli antichi riti
si uniscono con la festosità e la devozione dei cristiani.
16 febbraio 2026
Festa del patrocinio di SAN BARSANOFIO - 20 febbraio
Inizia l'11 febbraio, la novena in onore di
San Barsanofio,
patrono e protettore della Città e della Diocesi di Oria,
in occasione della solennità del patrocinio fissato al
20 febbraio.
La santa Messa sarà celebrata ogni sera alle ore 17.30
(dove non diversamente specificato),
cui seguirà la venerazione della reliquia del Santo.
Lunedì 20 febbraio,
solennità di San Barsanofio,
la santa Messa sarà celebrata alle ore 8.00, 9.30 e alle ore 11.00;
nel pomeriggio, alle ore 16.00 si terrà la processione seguita dalla solenne
Celebrazione eucaristica presieduta da
mons. Vincenzo Pisanello,
vescovo di Oria.
14 febbraio 2026
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La Cripta di Crisante e Daria
Presentazione Storico/Culturale del Castello d'Oria
Bar Carone - La SCARPETTA
"Lu Picurieddu ti Pasca"
i Miei Pensieri...
Fotografare era la mia passione: mi consideravo soddisfatto solo quando riuscivo a far "parlare" la fotografia.
Dedicavo gran parte del mio tempo a realizzare scatti, sempre con l'intento di cogliere l'attimo negli eventi, nelle cose e nelle manifestazioni più varie della natura.
Amo la spontaneità e mi affido all'intuizione.
I risultati migliori infatti li ottenevo quando fotografo all'insaputa del soggetto, e la foto è pura espressività.
Infine, penso alla fotografia come ad un'arte che matura e si evolve attraverso la passione, l'impegno e a una continua ricerca.
La fotografia è anche, un dettaglio della Vita, poter rivivere con serenità i ricordi di un momento particolare.In queste pagine sono lieto nel proporvi alcuni scatti fotografici dove la naturalezza della scena evidenzia particolari in grado di rendere bella una foto e addolcire la scena fotografata.
Non mi è stato possibile chiedere a tutte le persone, le cui foto sono presenti in questo sito, se gradivano o meno questo inserimento; qualora qualcuna si ritenga offesa o infastidita da ciò, non ha che da telefonarmi o inviarmi e-mail all'indirizzo sotto pagina indicato ed io provvederò a togliere la o le foto indicatemi !
Ricordo a tutti, in ogni caso,
'che questo sito non è a fine di lucro'
ma soltanto una grande soddisfazione personale.






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