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27 aprile 2026

1° Maggio 2026




Origini del Primo maggio

Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. 
A lanciare l'idea è il congresso della
Seconda Internazionale, 
riunito in quei giorni nella capitale francese:
"Una grande manifestazione sarà organizzata 

per una data stabilita, in modo che simultaneamente
 in tutti i paesi e in tutte le città,
 nello stesso giorno, 
i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità 
di ridurre per legge la giornata lavorativa
 a otto ore e di mandare ad effetto
 le altre risoluzioni del 
Congresso di Parigi".

Poi, quando si passa a decidere sulla data,
 la scelta cade sul 1 maggio.
 Una scelta simbolica: tre anni prima infatti,
 il 1 maggio 1886, 
una grande manifestazione operaia 
svoltasi a Chicago,
 era stata repressa nel sangue.
 
Man mano che ci si avvicina al 1 maggio 1890

 le organizzazioni dei lavoratori intensificano
 l'opera di sensibilizzazione sul significato di quell'appuntamento.
 
"Lavoratori - si legge in un volantino diffuso a

 Napoli il 20 aprile 1890 - 
ricordatevi il 1 maggio di far festa.

 In quel giorno gli operai di tutto il mondo, 
coscienti dei loro diritti,
 lasceranno il lavoro per provare ai padroni che,
 malgrado la distanza e la differenza di 
nazionalità, di razza e di linguaggio,
 i proletari sono tutti concordi nel voler
 migliorare la propria sorte e
 conquistare di fronte agli oziosi il posto
 che è dovuto a chi lavora.

 Viva la rivoluzione sociale! 

Viva l'Internazionale!".

Monta intanto un clima di tensione, 

alimentato da voci allarmistiche:
 la stampa conservatrice interpreta le
 paure della borghesia,
 consiglia a tutti di starsene tappati in casa,
 di fare provviste,
 perché non si sa quali gravi sconvolgimenti
 potranno accadere.
 
Da parte loro i governi, più o meno liberali o

 autoritari, allertano gli apparati repressivi.

In Italia il governo di Francesco Crispi

 usa la mano pesante,
 attuando drastiche misure di prevenzione e
 vietando qualsiasi manifestazione pubblica
 sia per la giornata del 1 maggio che per
 la domenica successiva,
 4 maggio.
 
In diverse località, per incoraggiare la

 partecipazione del maggior numero di lavoratori,
 si è infatti deciso di far slittare
 la manifestazione alla giornata festiva.
 
Del resto si tratta di una scommessa 

dall'esito quanto mai incerto:
 la mancanza di un unico centro coordinatore
 a livello nazionale 
- il Partito socialista e la Confederazione generale
 del lavoro sono di là da venire -
 rappresenta un grave handicap dal punto di vista organizzativo. 
Non si sa poi in che misura i lavoratori
 saranno disposti a scendere in piazza
 per rivendicare un obiettivo,
 quello delle otto ore,
 considerato prematuro da gran parte
 dei dirigenti del movimento
 operaio italiano o
 per testimoniare semplicemente 
una solidarietà internazionale di classe.
Proprio per questo la riuscita del 1 maggio 1890

 costituisce una felice sorpresa,
 un salto di qualità del movimento dei lavoratori,
che per la prima volta dà vita ad una 
mobilitazione su scala nazionale,
 per di più collegata ad un'iniziativa di
 carattere internazionale.
 
In numerosi centri, grandi e piccoli,

 si svolgono manifestazioni, 
che fanno registrare quasi ovunque
 una vasta partecipazione di lavoratori.

 Un episodio significativo accade a Voghera, 
dove gli operai, costretti a recarsi al lavoro,
 ci vanno vestiti a festa.

"La manifestazione del 1 maggio 

- commenta a caldo Antonio Labriola -
 ha in ogni caso superato di molto tutte
 le speranze riposte in essa 
da socialisti e da operai progrediti.
 Ancora pochi giorni innanzi,
 la opinione di molti socialisti,
 che operano con la parola e con lo scritto,
 era alquanto pessimista".
Anche negli altri paesi il 1 maggio ha un'ottima riuscita:
"Il proletariato d'Europa e d'America 

- afferma compiaciuto Fiedrich Engels -
 passa in rivista le sue forze mobilitate
 per la prima volta come un solo esercito.
 E lo spettacolo di questa giornata aprirà 
gli occhi ai capitalisti".
Visto il successo di quella che avrebbe 

dovuto essere una rappresentazione unica,
 viene deciso di replicarla per l'anno successivo. 
Il 1 maggio 1891 conferma

 la straordinaria presa di 
quell'appuntamento e induce la 
Seconda Internazionale 
a rendere permanente quella che,
 da lì in avanti, dovrà essere la 
"festa dei lavoratori di tutti i paesi".


Tra Ottocento e Novecento
Inizia così la tradizione del 1 maggio, un appuntamento al quale il movimento dei lavoratori si prepara con sempre minore improvvisazione e maggiore consapevolezza. L'obiettivo originario delle otto ore viene messo da parte e lascia il posto ad altre rivendicazioni politiche e sociali considerate più impellenti. La protesta per le condizioni di miseria delle masse lavoratrici anima le manifestazioni di fine Ottocento.

Il 1 maggio 1898 coincide con la fase più acuta dei "moti per il pane", che investono tutta Italia e hanno il loro tragico epilogo a Milano. Nei primi anni del Novecento il 1 maggio si caratterizza anche per la rivendicazione del suffraggio universale e poi per la protesta contro l'impresa libica e contro la partecipazione dell'Italia alla guerra mondiale.

Si discute intanto sul significato di questa ricorrenza: giorno di festa, di svago e di divertimento oppure di mobilitazione e di lotta ?

Un binomio, questo di festa e lotta, che accompagna la celebrazione del 1 maggio nella sua evoluzione più che secolare, dividendo i fautori dell'una e dell'altra caratterizzazione.

Qualcuno ha inteso conciliare gli opposti, definendola una "festa ribelle", ma nei fatti il 1 maggio è l'una e l'altra cosa insieme, a seconda delle circostanze più lotta o più festa.

Il 1 maggio 1919 i metallurgici e altre categorie di lavoratori possono festeggiare il conseguimento dell'obiettivo originario della ricorrenza: le otto ore.



Il ventennio fascista
Nel volgere di due anni però la situazione muta radicalmente: Mussolini arriva al potere e proibisce la celebrazione del 1 maggio.

Durante il fascismo la festa del lavoro viene spostata al 21 aprile, giorno del cosiddetto Natale di Roma; così snaturata, essa non dice più niente ai lavoratori, mentre il 1 maggio assume una connotazione quanto mai "sovversiva", divenendo occasione per esprimere in forme diverse - dal garofano rosso all'occhiello alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alle bevute in osteria - l'opposizione al regime.

 
Dal dopoguerra a oggi
All'indomani della Liberazione, il 1 maggio 1945, partigiani e lavoratori, anziani militanti e giovani che non hanno memoria della festa del lavoro, si ritrovano insieme nelle piazze d'Italia in un clima di entusiasmo. 

Appena due anni dopo il 1 maggio è segnato dalla strage di Portella della Ginestra, dove gli uomini del bandito Giuliano fanno fuoco contro i lavoratori che assistono al comizio. 

Nel 1948 le piazze diventano lo scenario della profonda spaccatura che, di lì a poco, porterà alla scissione sindacale. Bisognerà attendere il 1970 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa.

Le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini ed anche il fatto che al movimento dei lavoratori si offrono altre occasioni per far sentire la propria presenza, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del 1 maggio. 

Oggi un'unica grande manifestazione unitaria esaurisce il momento politico, mentre il concerto rock che da qualche anno Cgil, Cisl e Uil organizzano per i giovani sembra aderire perfettamente allo spirito del 1 maggio, come lo aveva colto nel lontano 1903 Ettore Ciccotti: 
"Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de'sensi; e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa".



fonte: Cgil di Roma e del Lazio - Archivio Storico  "Manuela Mezzelani"

24 aprile 2026

25 aprile "La Festa della Liberazione"




L'anniversario della liberazione d'Italia, ricorrenza conosciuta anche come festa della Liberazione o semplicemente 25 aprile, è una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile di ogni anno e che celebra la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista.

È un giorno fondamentale per la storia d'Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze armate alleate, dall'Esercito Cobelligerante Italiano ed anche dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall'8 settembre 1943.

  Il 25 aprile si celebra
l’anniversario della liberazione d’Italia 
dalla occupazione dall’esercito tedesco e dal
 governo fascista
  avuta luogo nel 1945. 
E' quindi doveroso dedicare una pagina
 a questa ricorrenza perché ha segnato
 una svolta importante per il nostro paese.

Dopo la liberazione d’Italia dai 
nazifascisti 
 i gruppi politici della Resistenza 
hanno ricostruito il nuovo stato italiano.
 Un nuovo stato basato sulla democrazia 
e sul rispetto delle libertà.
 Questa era l’idea in origine dello  
Stato italiano.

Ogni anno in svariate 
città italiane 
vengono organizzati cortei e manifestazioni
 per festeggiare e ricordare la  
festa della liberazione.  
Torino e Milano furono liberate il
 25 aprile del 1945:
 questa data è stata assunta quale giornata 
simbolica della liberazione dell'Italia intera 
dal regime fascista e, 
denominata appunto
 Festa della Liberazione 
che viene commemorata ogni anno
 in tutte le città d'Italia.


22 gennaio 2026

27 gennaio Giornata della Memoria.... per non dimenticare!





La Shoah 
è "una tragica esperienza,
ancora carica di insegnamenti e di valori 

per le nuove generazioni".
Senza la memoria la speranza non potrebbe esistere.

Il Giorno della Memoria 
è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 
del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano 
che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale 
di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione 
delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo
dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita 
hanno protetto i perseguitati.
lign: center;"> Il testo dell'articolo 1 della legge 
così definisce le finalità del Giorno della Memoria:

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, 
data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz,
 "Giorno della Memoria", 
al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico),
 le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, 
gli italiani che hanno subìto la deportazione, 
la prigionia,  la morte,  
nonché  coloro  che, anche  in   campi   e schieramenti  diversi, 
 si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita       
   hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »
                                 
La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino,
 arrivarono presso la città polacca di Oświęcim 
(nota con il nome tedesco di Auschwitz),
 scoprendo il suo tristemente famoso
e liberandone i pochi superstiti.
 La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti 
rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo 
l'orrore del genocidio nazista.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah
cioè lo sterminio del popolo ebreo,
 è celebrato anche da molte altre nazioni, 
tra cui la Germania e la Gran Bretagna
così come dall'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7[2] 

In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente
 a liberare dei campi, Chełmno, e Bełżec
ma questi campi detti più comunemente di 
"annientamento" erano vere e proprie fabbriche 
di morte dove i prigionieri e i deportati 
venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi 
 
Tuttavia l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, 
dove 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente 
ritirati portando con se in una 
 tutti i prigionieri abili, molti dei quali morirono 
durante la marcia stessa,
 mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia,
 ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento 
del lager 
(anche se è doveroso dire che due dei forni crematori 
situati in Birkenau I e II furono distrutti nell'autunno del 1944).
 
In Italia sono ufficialmente più di 400 le persone insignite dell'alta onorificenza dei
per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante

08 marzo 2024

8 marzo - FESTA DELLA DONNA

8 MARZO, 

FESTA DELLA DONNA ?

Le origini della festa dell'8 Marzo 
risalgono al lontano 1908, 
quando, pochi giorni prima di questa data,
 a New York, 
le operaie dell'industria tessile Cotton 
scioperarono per protestare contro 
le terribili condizioni 
in cui erano costrette a lavorare. 
Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni,
finché l'8 marzo il proprietario 
Mr. Johnson, 
bloccò tutte le porte della fabbrica 
per impedire alle operaie di uscire.

Allo stabilimento venne appiccato il fuoco 
e le 129 operaie prigioniere
 all'interno morirono arse dalle fiamme. 

Successivamente questa data venne proposta come 
giornata di lotta internazionale, 
a favore delle donne, 
da Rosa Luxemburg, 
proprio in ricordo della tragedia.
 
Questo triste accadimento, 
 ha dato il via negli anni immediatamente successivi 
ad una serie di celebrazioni che i primi tempi 
erano circoscritte agli Stati Uniti 
e avevano come unico scopo il ricordo 
della orribile fine fatta dalle operaie 
morte nel rogo della fabbrica.
Successivamente, 
con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, 
che vedevano come protagonistele 
rivendicazioni femminili in merito al lavoro 
e alla condizione sociale, 
la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, 
diventando, grazie alle associazioni femministe, 
il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli,
ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa, 
le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, 
cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica 
sui problemi che pesano ancora oggi 
sulla condizione della donna, 
ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono 
una grande quantità di mazzettini di mimose, 
divenute il simbolo di questa giornata,  a prezzi esorbitanti,
e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, 
magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, 
ma sanno benissimo che il loro volume di affari 
trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. 
Nel corso degli anni, quindi, 
sebbene non si manchi di festeggiare queste data,
è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, 
perché la grande maggioranza delle donne 
approfitta di questa giornata per uscire da sola 
o con le amiche per concedersi una serata diversa,
magari all'insegna della "trasgressione",
che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile,
come possiamo leggere sui giornali, 
che danno grande rilevanza alla cosa, 
riproponendo per una volta i ruoli invertiti. 
 

12 novembre 2023

anniversario della strage di Nassiriya 12 novembre 2003 - 12 novembre 2023


Foto d'archivio 

In occasione dell' anniversario della strage 
di Nassiriya, 
avvenuto il 12 novembre 2003, 
il Ministero della Difesa celebra la
 “Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”

http://www.difesa.it/Il_Ministro/Eventi/Pagine/Giornata_ricordo_Caduti.aspx
http://www.difesa.it/Il_Ministro/Eventi/Pagine/Giornata_ricordo_Caduti.aspx



07 settembre 2023

Lucio Battisti - 9 settembre 1998 -

Lucio Battisti è stato un cantautore, 
compositore, polistrumentista, arrangiatore e 
produttore discografico italiano. 
Considerato uno dei maggiori cantautori italiani, 
ha inciso in carriera 17 album in studio 
realizzando vendite per 25 milioni di dischi.
 
Nascita: 5 marzo 1943, Poggio Bustone
Morte: 9 settembre 1998, Milano







Il cantante è morto ieri mattina alle otto nell'ospedale
San Paolo di Milano.

 Era ricoverato dal 29 agosto

Addio Lucio Battisti
signore delle Emozioni
 
Il funerale sabato a Molteno
ma non sarà in forma pubblica... 


MILANO - L'ultimo aggravamento nella notte, 
la telefonata a moglie e figlio, la corsa per vederlo vivo
 ancora per pochi istanti. 

Lucio Battisti, 55 anni, smette di vivere 
alle 8 del mattino di un 9 settembre. 

Il cappellano del San Paolo gli ha dato
 l'estrema unzione da qualche ora,
 racconterà di un viso scavato e di occhi 
che non cercavano più nulla.

Un pullman di concittadini di Battisti è partito ieri, 
alle due di mattina, da Poggio Bustone diretto a Milano 
per andare ai funerali del cantautore. 
 
Pur sapendo che la cerimonia è ristretta ai familiari,
 una cinquantina di compaesani hanno
 voluto lo stesso dimostrare il loro affetto. 

Immaginando Lucio Battisti, 
come accade da vent'anni, 
immaginandolo e basta, fino alla fine.

(10 settembre 1998)


 

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Fotografare era la mia passione: mi consideravo soddisfatto solo quando riuscivo a far "parlare" la fotografia.

Dedicavo gran parte del mio tempo a realizzare scatti, sempre con l'intento di cogliere l'attimo negli eventi, nelle cose e nelle manifestazioni più varie della natura.

Amo la spontaneità e mi affido all'intuizione.

I risultati migliori infatti li ottenevo quando fotografo all'insaputa del soggetto, e la foto è pura espressività.

Infine, penso alla fotografia come ad un'arte che matura e si evolve attraverso la passione, l'impegno e a una continua ricerca.

La fotografia è anche, un dettaglio della Vita, poter rivivere con serenità i ricordi di un momento particolare.

In queste pagine sono lieto nel proporvi alcuni scatti fotografici dove la naturalezza della scena evidenzia particolari in grado di rendere bella una foto e addolcire la scena fotografata.


Non mi è stato possibile chiedere a tutte le persone, le cui foto sono presenti in questo sito, se gradivano o meno questo inserimento; qualora qualcuna si ritenga offesa o infastidita da ciò, non ha che da telefonarmi o inviarmi e-mail all'indirizzo sotto pagina indicato ed io provvederò a togliere la o le foto indicatemi !

Ricordo a tutti, in ogni caso,

'che questo sito non è a fine di lucro'

ma soltanto una grande soddisfazione personale.

-.-