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04 gennaio 2026
12 dicembre 2025
Documentario sulle mummie laiche e della leggenda del castello di Oria (Br) fatto nel 19 ottobre 2011
Domenica 9 Ottobre 2011
nella puntata del programma "MISTERO"
andata in
onda su ITALIA 1,
è stato dedicato un servizio sulle
"MUMMIE LAICHE"
presenti in una cripta sotto
la BASILICA CATTEDRALE di ORIA,
realizzata
nel 1484 come luogo di preghiera e
di memoria di tutti coloro che non
erano tornati dalla battaglia
contro i turchi in Terra d'Otranto
(1480-1481),
e sulle cui pareti vennero ricavate 22 nicchie
per
contenere i cadaveri mummificati di confratelli dell'Arciconfraternita
della Morte.
La conduttrice Jane Alexander cerca di scoprire,
tra miti e
leggende, cos'era esattamente
questa confraternita e quali rituali
sconosciuti utilizzava.
16 dicembre 2023
"La Matonna ti lu Tuzzu" 24 dicembre 2023
"La Matonna ti lu tuzzu"
All’alba della vigilia di Natale la Madonna tuzza
All’alba della vigilia di Natale – anzi,
quando ancora il sole nemmeno ha lasciato l’antro della notte
ogni anno si ripete un suggestivo quanto antico rito
nella Basilica Cattedrale di Oria;
il rito ricorda il vagare della Vergine Maria alla faticosa ricerca di un posto
in cui dare alla luce Gesù e i numerosi rifiuti di ospitalità.
L’effige della Vergine, in attesa sul sagrato, alle 6.00 “bussa”
al portone principale della Cattedrale oritana che
– spalancandosi –
viene accolta nell’imponente edificio sacro da
centinaia di fedeli sulle dolcissime note della “Pastorale”,
marcia sinfonica del XVIII secolo il cui autore resta ignoto
colonna sonora della festività natalizie oritane;
una volta che la Vergine è entrata nella Cattedrale,
viene celebrata la santa Messa.
Il rito viene fatto risalire al XVIII secolo e
ha i connotati della “spettacolarizzazione” caratteristica
di quel periodo in cui riti e celebrazioni
– un po’ come i “misteri” medievali –
proponevano scene dei momenti della salvezza o
della vita di Gesù, della Madonna e dei santi
con funzione didascalica e pedagogica.
Una lapide presente in una cappella gentilizia del
cimitero monumentale di Oria attribuisce un ruolo importante
nella definizione di questo rito natalizio al canonico
Vincenzo Marsella,
sacerdote membro del Capitolo della Cattedrale oritana.
L’effige protagonista del rito è quella della Madonna del Carmine,
titolare dell’Arciconfraternita della Morte i cui
All’alba della vigilia di Natale la Madonna tuzza
All’alba della vigilia di Natale – anzi,
quando ancora il sole nemmeno ha lasciato l’antro della notte
ogni anno si ripete un suggestivo quanto antico rito
nella Basilica Cattedrale di Oria;
il rito ricorda il vagare della Vergine Maria alla faticosa ricerca di un posto
in cui dare alla luce Gesù e i numerosi rifiuti di ospitalità.
L’effige della Vergine, in attesa sul sagrato, alle 6.00 “bussa”
al portone principale della Cattedrale oritana che
– spalancandosi –
viene accolta nell’imponente edificio sacro da
centinaia di fedeli sulle dolcissime note della “Pastorale”,
marcia sinfonica del XVIII secolo il cui autore resta ignoto
colonna sonora della festività natalizie oritane;
una volta che la Vergine è entrata nella Cattedrale,
viene celebrata la santa Messa.
Il rito viene fatto risalire al XVIII secolo e
ha i connotati della “spettacolarizzazione” caratteristica
di quel periodo in cui riti e celebrazioni
– un po’ come i “misteri” medievali –
proponevano scene dei momenti della salvezza o
della vita di Gesù, della Madonna e dei santi
con funzione didascalica e pedagogica.
Una lapide presente in una cappella gentilizia del
cimitero monumentale di Oria attribuisce un ruolo importante
nella definizione di questo rito natalizio al canonico
Vincenzo Marsella,
sacerdote membro del Capitolo della Cattedrale oritana.
L’effige protagonista del rito è quella della Madonna del Carmine,
titolare dell’Arciconfraternita della Morte i cui
membri inoltre la recano in spalla per tale occasione.
Prof. Pierdamiano M. Mazza
Presidente de Il Pozzo e l'Arancio
Foto di Luca Carbone edizione 2008
08 aprile 2023
Sabato Santo
Nella Settimana Santa della Liturgia cristiana,
che va dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua,
vi sono tre giorni che primeggiano per la loro solennità ed unicità,
ed è il “Triduo Pasquale”,
nel quale si commemora la crocifissione, sepoltura e Resurrezione
di Gesù Cristo ed incomincia con la Messa vespertina del Giovedì Santo,
prosegue con i riti del Venerdì Santo;
al suo centro c’è la Veglia pasquale e si chiude ai Vespri
della Domenica di Pasqua.
Se nel Giovedì Santo predomina la solennità dell’istituzione dell’Eucaristia,
Se nel Giovedì Santo predomina la solennità dell’istituzione dell’Eucaristia,
dell’istituzione del Sacerdozio e della Chiesa di Cristo;
se nel Venerdì Santo predomina la mestizia,
il dolore e la penitenza,
nel ricordare la Passione e morte di Gesù, con la sua sepoltura;
nel Sabato Santo invece predomina il silenzio,
il raccoglimento, la meditazione, per Gesù che giace nel sepolcro;
poi verrà la gioia della Domenica di Pasqua
con la sua Resurrezione,
ma nel sabato incombe il silenzio del riposo della morte.
Con la nostra meditazione, andiamo col pensiero,
alla disperazione e disorientamento degli Apostoli e degli amici di Gesù,
che dopo averlo seguito nei suoi itinerari in Galilea,
assistito ai suoi prodigi, ascoltato i suoi insegnamenti,
così pieni di speranza e innovativi per quell’epoca,
l’avevano visto poi morire così tragicamente,
senza che qualcosa o qualcuno, tanto meno Lui stesso,
abbia bloccato questo ingiusto e assurdo evento.
Tutto prenderà poi un’altra luce, il peso che opprime il loro animo
Tutto prenderà poi un’altra luce, il peso che opprime il loro animo
si trasformerà in gioia e sollievo, alla notizia della Sua Resurrezione,
ma il Sabato, cioè il giorno dopo la morte,
che per gli Ebrei era il giorno sacro e del più assoluto riposo,
resterà cupo e pieno di sgomento per loro,
che ignoravano ciò che sarebbe avvenuto dopo.
Ma nella liturgia, non sempre è stato così, a partire dal IV secolo
in alcuni luoghi, in questo giorno i candidati al Battesimo (Catecumeni),
facevano la loro pubblica professione di fede, prima di venire ammessi nella Chiesa,
rito che avveniva poi nella Veglia di Pasqua.
Verso il XVI secolo, si cominciò con un’anticipazione
della Vigilia alla mattina del Sabato Santo,
forse perché non era consigliabile stare di notte fuori casa,
ad ogni modo questa anticipazione al mattino del Sabato,
è durata fino agli ultimi anni Cinquanta del XX secolo;
ricordo personalmente che la “Gloria” si “scioglieva” verso le 10-11
del mattino del sabato, con il suono delle campane, appunto “sciolte”
dai legami messi la sera del Giovedì Santo.
Poi con la riforma liturgica Conciliare,
Poi con la riforma liturgica Conciliare,
tutto è ritornato come alle origini e il Sabato ha ripreso il significato del giorno della meditazione e penitenza;
l’oscurità nelle chiese è totale, non vi sono celebrazioni liturgiche, né Sante Messe; è l’unico giorno dell’anno che non si può ricevere la S. Comunione,
tranne nel caso di Viatico per gli ammalati gravi.
Tutto è silenzio nell’attesa dell’evento della Resurrezione.
Tutto è silenzio nell’attesa dell’evento della Resurrezione.
Quanto tempo restò sepolto nel sepolcro Gesù?
Furono tre giorni non interi, dalla sera del Venerdì fino all’alba del giorno dopo la festa del Sabato ebraico, che oggi è la Domenica di Pasqua,
ma che per gli Ebrei era il primo giorno della settimana;
in tutto durò circa 40 ore.
Bisogna dire che con la liturgia odierna, la “Veglia Pasquale” è prevista in buona parte delle nostre chiese e cattedrali, con inizio verso le 22,30-23 del sabato;
Bisogna dire che con la liturgia odierna, la “Veglia Pasquale” è prevista in buona parte delle nostre chiese e cattedrali, con inizio verso le 22,30-23 del sabato;
ma la “Veglia”, madre di tutte le Veglie celebrate dalla Liturgia cristiana,
pur iniziando nell’ultima ora del sabato,
di fatto appartiene alla Liturgia solenne della Pasqua.
Durante la “Veglia” viene benedetto il fuoco,
Durante la “Veglia” viene benedetto il fuoco,
il ‘cero pasquale’, l’acqua battesimale;
cercando di far coincidere il canto del ‘Gloria’,
con il suono delle campane a festa, verso mezzanotte.
In altre zone la “Veglia” inizia verso mezzanotte
e quindi la liturgia eucaristica prosegue nelle prime ore notturne.
Autore: Antonio Borrelli
07 aprile 2023
Come eravamo... Venerdì Santo 'i Misteri' del 21 marzo 2008
Foto della precedente edizione
Per la Chiesa cattolica,
il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù Cristo,
secondo giorno del Triduo Pasquale,
che segue il giovedì santo.
Come nel Mercoledì delle Ceneri,
i fedeli dai 14 anni di età sono invitati all'astinenza dalla carne
(sono ammessi uova e latticini),
e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico,
che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena)
durante la giornata
(è ammessa, oltre a questo, una piccola refezione).
Il digiuno si compie in segno di penitenza
per i peccati di tutti gli uomini,
che Gesù è venuto ad espiare nella Passione,
ed assume inoltre il significato mistico di attesa dello Sposo,
secondo le parole di Gesù (Matteo 9,15);
lo Sposo della Chiesa, cioè Cristo,
viene tolto dal mondo a causa del peccato degli uomini,
ma i cristiani sono invitati a preparare con il digiuno
l'evento del suo ritorno e della liberazione dalla morte;
questo evento si attua nel memoriale della sua
resurrezione,
la domenica di Pasqua.
il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù Cristo,
secondo giorno del Triduo Pasquale,
che segue il giovedì santo.
Come nel Mercoledì delle Ceneri,
i fedeli dai 14 anni di età sono invitati all'astinenza dalla carne
(sono ammessi uova e latticini),
e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico,
che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena)
durante la giornata
(è ammessa, oltre a questo, una piccola refezione).
per i peccati di tutti gli uomini,
che Gesù è venuto ad espiare nella Passione,
ed assume inoltre il significato mistico di attesa dello Sposo,
secondo le parole di Gesù (Matteo 9,15);
lo Sposo della Chiesa, cioè Cristo,
viene tolto dal mondo a causa del peccato degli uomini,
ma i cristiani sono invitati a preparare con il digiuno
l'evento del suo ritorno e della liberazione dalla morte;
questo evento si attua nel memoriale della sua
resurrezione,
la domenica di Pasqua.
Non si celebra l'Eucaristia:
infatti durante la celebrazione liturgica
pomeridiana del Venerdì santo
si distribuisce
l'eucaristia consacrata il giorno precedente,
il
Giovedì Santo (Celebrazione In Coena Domini),
in cui si ricorda l'ultima cena del Signore con i discepoli
e il
tradimento di Giuda.
La liturgia inizia nel silenzio,
come si era chiusa
quella del giorno precedente
e come si apre quella della veglia di
pasqua
nella notte del sabato santo,
quasi a sottolineare come il
triduo
pasquale sia un'unica
celebrazione per i Cristiani.
celebrazione per i Cristiani.
20 marzo 2023
21 febbraio 2023
Mercoledì delle Ceneri
Il
vescovo Vincenzo
presiederà la santa Messa
con il rito dell'imposizione
delle
Ceneri,
mercoledì 22 febbraio 2023,
alle ore 18.30,
nella
Basilica Cattedrale dell'Assunta di Oria.
Inizia oggi, 22 febbraio 2022,
mercoledì delle Ceneri,
il periodo liturgico della Quaresima.
Tale importante periodo prende avvio nella
celebrazione eucaristica odierna
con l’imposizione delle Ceneri,
antico rituale che rimanda simbolicamente
ad uno spirito di penitenza.
inizio della Quaresima e tradizioni pastorali
presiedute dal Ns Vescovo Mons. Vincenzo Pisanello
presiedute dal Ns Vescovo Mons. Vincenzo Pisanello
Il
vescovo Vincenzo presiederà la santa Messa
con il rito dell'imposizione
delle Ceneri,
mercoledì 22 febbraio 2023,
alle ore 18.30, nella
Basilica Cattedrale dell'Assunta di Oria.
. - . - . - . -
...in aggiornamento gli eventi dei riti pasquali:
"Scenni Cristo"
"Canto delle piaghe"
"Domenica delle Palme"
Mercoledì Santo
Giovedì Santo - Messa Crismatis
Coena Domini
Veglia Eucaristica
Venerdi Santo
celebrazione della Passione
Processione dei Misteri
Sabato Santo
Veglia Pasquale
Domenica di Pasqua
Pontificale.
...in aggiornamento gli eventi dei riti pasquali:
"Scenni Cristo"
"Canto delle piaghe"
"Domenica delle Palme"
Mercoledì Santo
Giovedì Santo - Messa Crismatis
Coena Domini
Veglia Eucaristica
Venerdi Santo
celebrazione della Passione
Processione dei Misteri
Sabato Santo
Veglia Pasquale
Domenica di Pasqua
Pontificale.
15 febbraio 2023
Festa del patrocinio di SAN BARSANOFIO - 20 febbraio
Inizia l'11 febbraio, la novena in onore di
San Barsanofio,
patrono e protettore della Città e della Diocesi di Oria,
in occasione della solennità del patrocinio fissato al
20 febbraio.
La santa Messa sarà celebrata ogni sera alle ore 17.30
(dove non diversamente specificato),
cui seguirà la venerazione della reliquia del Santo.
Lunedì 20 febbraio,
solennità di San Barsanofio,
la santa Messa sarà celebrata alle ore 8.00, 9.30 e alle ore 11.00;
nel pomeriggio, alle ore 16.00 si terrà la processione seguita dalla solenne
Celebrazione eucaristica presieduta da
mons. Vincenzo Pisanello,
vescovo di Oria.
18 giugno 2022
Corpus Domini - domenica 19 giugno 2022
La festività del Corpus Domini
ha una origine più recente di quanto sembri.
La solennità cattolica del Corpus Domini (Corpo del Signore)
chiude il ciclo delle feste del dopo Pasqua
e vuole celebrare il mistero dell'Eucaristia
ed è stata istituita grazie ad una suora che nel 1246
per prima volle celebrare il mistero dell'Eucaristia
in una festa slegata dal clima di mestizia
e lutto della Settimana Santa.
Il suo vescovo approvò l'idea
e la celebrazione dell'Eucaristia
divenne una festa per tutto il compartimento di Liegi,
dove il convento della suora si trovava.
In realtà la festa posa le sue radici nell’ambiente fervoroso
della Gallia belgica
- che San Francesco chiamava amica Corporis Domini -
e in particolare grazie alle rivelazioni della
Beata Giuliana di Retìne.
Nel 1208 la beata Giuliana,
priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi,
vide durante un'estasi il disco lunare risplendente di luce candida,
deformato però da un lato da una linea rimasta in ombra,
da Dio intese che quella visione significava la
Chiesa del suo tempo che ancora mancava
di una solennità in onore del SS. Sacramento.
Il direttore spirituale della beata,
il Canonico di Liegi Giovanni di Lausanne,
ottenuto il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito
alla suddetta visione,
presentò al vescovo la richiesta di introdurre
nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini.
La richiesta fu accolta nel 1246
e venne fissata la data del giovedì dopo l'ottava
della Trinità.
Più tardi, nel 1262 salì al soglio pontificio,
col nome di Urbano IV,
l'antico arcidiacono di Liegi e confidente della beata Giuliana,
Giacomo Pantaleone.
Ed è a Bolsena, proprio nel Viterbese,
la terra dove è stata aperta la causa suddetta che in giugno,
per tradizione si tiene la festa del Corpus Domini
a ricordo di un particolare miracolo eucaristico avvenuto nel 1263,
che conosciamo sin dai primi anni della nostra formazione cristiana.
Infatti, ci è raccontato che un prete boemo,
in pellegrinaggio verso Roma,
si fermò a dir messa a Bolsena ed al momento dell'Eucarestia,
nello spezzare l'ostia consacrata,
fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente
il corpo di Cristo.
A fugare i suoi dubbi,
dall'ostia uscirono allora alcune gocce di sangue
che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico
(attualmente conservato nel Duomo di Orvieto)
e alcune pietre dell'altare tuttora custodite in preziose teche
presso la basilica di Santa Cristina.
Venuto a conoscenza dell'accaduto Papa Urbano IV
istituì ufficialmente la festa del Corpus Domini
estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità.
La data della sua celebrazione fu fissata nel giovedì
seguente la prima domenica dopo la Pentecoste
(60 giorni dopo Pasqua).
Così, l'11 Agosto 1264 il Papa promulgò la Bolla "Transiturus"
che istituiva per tutta la cristianità la Festa del Corpus Domini
dalla città che fino allora era stata infestata dai
Patarini neganti il Sacramerito dell'Eucaristia.
Già qualche settimana prima di promulgare questo importante atto
- il 19 Giugno -
lo stesso Pontefice aveva preso parte,
assieme a numerosissimi Cardinali e prelati venuti da ogni luogo
e ad una moltitudine di fedeli,
ad una solenne processione con la quale il
sacro lino macchiato del sangue di Cristo
era stato recato per le vie della città.
Da allora, ogni anno in Orvieto,
la domenica successiva alla festività del Corpus Domini,
il Corporale del Miracolo di Bolsena,
racchiuso in un prezioso reliquiario,
viene portato processionalmente per le strade cittadine
seguendo il percorso che tocca tutti i quartieri e tutti i luoghi
più significativi della città.
In seguito la popolarità della festa crebbe grazie
al Concilio di Trento,
si diffusero le processioni eucaristiche e il culto
del Santissimo Sacramento al di fuori della Messa.
Se nella Solennità del Giovedì Santo la Chiesa
guarda all'Istituzione dell'Eucaristia,
scrutando il mistero di Cristo che ci amò
sino alla fine donando se stesso in cibo e sigillando
il nuovo Patto nel suo Sangue, nel giorno del
Corpus Domini l'attenzione si sposta sull'intima
relazione esistente fra Eucaristia e Chiesa,
fra il Corpo del Signore e il suo Corpo Mistico.
Le processioni e le adorazioni prolungate celebrate
in questa solennità, manifestano pubblicamente la fede
del popolo cristiano in questo Sacramento.
In esso la Chiesa trova la sorgente del suo esistere
e della sua comunione con Cristo,
Presente nell'Eucaristia in Corpo Sangue anima e Divinità.
12 aprile 2022
Scenni Cristu - Quaresima in Cattedrale Oria
foto delle precedenti edizioni
Ritorna a partire da giovedì 3 Marzo 2022,
l’antica tradizione devozionale della
discesa del simulacro di Cristo Morto
dall’istituto di San Benedetto alla Basilica Cattedrale.
Infatti a partire dal primo giovedì di marzo,
fino al mercoledì santo
fino al mercoledì santo
(quando Cristo Morto scenderà assieme alle altre statue dei Misteri).
Oria rivivrà questo appuntamento quaresimale
con cadenza settimanale:
'scenni Crištu'.
Il numero dei giovedì è naturalmente vario,
essendo strettamente collegato alla Pasqua
che è una festa mobile.
La pia pratica devozionale inizierà alle ore 15.30,
con la partenza della breve processione dall’istituto di
San Benedetto delle Suore Figlie del Divino Zelo
che passando per via Castello e via Quinto Mario Corrado,
ai cui margini i fedeli si assieperanno,
giungerà nella Basilica Cattedrale
dove sarà celebrata la santa Messa.
Su Idea Radio il percorso Quaresimale con il
vescovo Vincenzo Pisanello
Prosegue la tradizione del percorso quaresimale sulle frequenze di
Idea Radio
con le riflessioni del Vescovo Mons. Vincenzo Pisanello.
Papa Francesco ha auspicato che la
Quaresima di quest’anno giubilare venga vissuta più intensamente,
come un momento forte per celebrare e
sperimentare la misericordia di Dio.
Sarà possibile seguire il cammino quaresimale
direttamente dalle parole del Vescovo della
Diocesi di Oria giovedì
3, 10 e 17 e mercoledì 23 marzo alle ore 20.30
Mons. Vincenzo Pisanello - ph Tonino Carbone 2010
18 febbraio 2022
Come eravamo "Processione di San Barsanofio 20.02.1988" ...il video
La chiesa di Oria festeggia la memoria di
san Barsanofio il 20 febbraio ed il 30 agosto.
San Barsanofio, detto il Grande Anziano del Deserto,
San Barsanofio, detto il Grande Anziano del Deserto,
visse sempre in completa solitudine presso il
monastero di San Seridone sito nel deserto di Gaza (Palestina),
esercitando la sua attività di direzione spirituale
attraverso lo scambio di lettere e biglietti dettati
al suo segretario, poi confluiti in un epistolario.
La sua morte, avvenuta in tarda età, è collocata al 540.
Le sue reliquie arrivarono ad Oria
con un monaco palestinese nell' 850 e
collocate nell'odierna chiesa di
San Francesco da Paola dal vescovo Teodosio.
Gli eventi miracolosi legati al santo sono numerosi;
Gli eventi miracolosi legati al santo sono numerosi;
due in particolare meritano menzione:
Durante l'assedio della città di Oria
Durante l'assedio della città di Oria
avvenuto nel 1504 ad opera degli spagnoli,
San Barsanofio sarebbe apparso armato di spada
al comandante spagnolo Pedro De Paz
scoraggiando la presa della città.
Il 7 settembre 1943, nel corso della seconda guerra mondiale
Il 7 settembre 1943, nel corso della seconda guerra mondiale
avrebbe steso il suo mantello provocando una fitta pioggia,
che avrebbe impedito agli alleati di bombardare
la città di Oria.
Alcuni aviatori americani riferiscono che in cielo
apparve un uomo dalla folta barba grigia
che stendeva il suo mantello a protezione di Oria.
11 dicembre 2021
Festa di Santa Lucia 13 dicembre 2021
Foto di precedenti edizioni
il 13 dicembre sarà celebrata la vergine e martire Santa Lucia,
venerata a Oria nella comunità parrocchiale di
San Francesco di Paola in San Barsanofio.
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Presentazione Storico/Culturale del Castello d'Oria
Bar Carone - La SCARPETTA
"Lu Picurieddu ti Pasca"
i Miei Pensieri...
Fotografare era la mia passione: mi consideravo soddisfatto solo quando riuscivo a far "parlare" la fotografia.
Dedicavo gran parte del mio tempo a realizzare scatti, sempre con l'intento di cogliere l'attimo negli eventi, nelle cose e nelle manifestazioni più varie della natura.
Amo la spontaneità e mi affido all'intuizione.
I risultati migliori infatti li ottenevo quando fotografo all'insaputa del soggetto, e la foto è pura espressività.
Infine, penso alla fotografia come ad un'arte che matura e si evolve attraverso la passione, l'impegno e a una continua ricerca.
La fotografia è anche, un dettaglio della Vita, poter rivivere con serenità i ricordi di un momento particolare.In queste pagine sono lieto nel proporvi alcuni scatti fotografici dove la naturalezza della scena evidenzia particolari in grado di rendere bella una foto e addolcire la scena fotografata.
Non mi è stato possibile chiedere a tutte le persone, le cui foto sono presenti in questo sito, se gradivano o meno questo inserimento; qualora qualcuna si ritenga offesa o infastidita da ciò, non ha che da telefonarmi o inviarmi e-mail all'indirizzo sotto pagina indicato ed io provvederò a togliere la o le foto indicatemi !
Ricordo a tutti, in ogni caso,
'che questo sito non è a fine di lucro'
ma soltanto una grande soddisfazione personale.










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