21 giugno 2015

Poesia e Musica: Leopardi e Chopen

Poesia e musica: Leopardi e Chopin


Una serata oritana per conoscere e 
rivivere la loro lirica romantica

Versi e note possono produrre vibrazioni nell’animo umano
 facendogli vivere un lirismo sublime. 
Lo hanno vissuto con grande intensità due grandi esponenti
 del Romanticismo, Leopardi e Chopin.
 Tali suggestioni, diverse da quelle proposte dalla nostra società attuale,
 saranno proposte in una prossima serata, 
il 25 giugno, presso la tenuta 
“LA PICA” di Oria
 dove opera l’Associazione culturale
 “Il Circolo”,
 che ha curato con fine sensibilità già due edizioni 
di un concorso nazionale di poesia.
 Questa volta propone agli appassionati di poesia e di musica
 (l’ingresso è libero a tutti)
 una serata per godere armonie di versi e note
 che i due romantici hanno creato.


Il luogo è un’oasi d’incanto, situata nel verde della campagna oritana, 
ben curata dal proprietario, l’agronomo
 Dr. Gino Calò
una persona molto sensibile e rispettosa della natura
 che ha saputo trasformare un pezzo di terra di alcuni ettari
 in un pezzo di Paradiso in cui  flora mediterranea
 ed esotica convivono armoniosamente e divengono
 sempre più oggetto di studio 
da parte di scolaresche e naturalisti.

 Ma è per tutti un luogo di pace e di godimento.


Nella verdeggiante struttura, denominata
 ”Masseria Piccola”,
 sarà proposta una combinazione lirica di poesia e musica.

 La poesia sarà presentata e commentata dall’esimio prof.
 Paolo De Stefano
docente in Scienze della Comunicazione presso 
l’Università “Aldo Moro” di Bari; 
i versi saranno declamati da componenti il Piccolo Coro
 dell’Università Popolare Oritana.

 I brani di poesia saranno abbinati a composizioni di Chopin.
 Al piano la prof. Anna Colucci 
e due giovani promesse oritane,
 Luigi e Irene Didomenicantonio.


Ma i protagonisti dell’evento saranno Leopardi e Chopin. 

Sono contemporanei, vissuti nella prima metà dell’800,
 tutti e due per 39 anni.
 Uomini che hanno rielaborato nell’arte le aspirazioni e gli
 avvenimenti culturali di quell’epoca;
 entrambi hanno sperimentato grandi sofferenze fisiche e spirituali.
 Il dolore, tuttavia, non lo hanno subito passivamente, 
ma trasformato in strumento di riflessione e di elevazione 
universale dell’umana sventura.


Furono particolarmente attratti dal paesaggio notturno 
che stimola più facilmente una riflessione sul nostro destino,
 sulle ragioni del nostro esistere,
 sull’amore soprattutto se profondamente sofferto,
 perché rifiutato, o perché non pienamente goduto.

 L’uno e l’altro espressero accorato amore per la Patria
 e vissero come proprie le sofferenze del popolo.
 In particolare erano accomunati dalla potenza lirica dell’arte,
 dalle diverse modulazioni della solitudine, 
dalla solitaria meditazione sul proprio io.

 E ovviamente siamo in linea con la solitudine odierna 
dell’uomo- tecnologico…


La Direzione

“Il Circolo”

Nessun commento:

Posta un commento