18 novembre 2024

Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne - 25 novembre

Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne 


25 novembre: 

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

 Ogni anno, dal 1999, il 25 novembre si 

celebra una ricorrenza fondamentale 

per il progresso della nostra società:

 la Giornata Mondiale contro la Violenza

 sulle Donne.

 Le donne infatti, malgrado i grandi 

passi avanti mossi nel campo

 dell’uguaglianza, continuano a

 trovarsi spesso in situazioni 

di disparità, sottomissione e violenza.

Insieme alla Dott.sa Patrizia Mattioli di Guidapsicologi.it 

entriamo nel merito delle dinamiche sociali e psicologiche che si 

creano intorno ai casi di violenza di genere. 

Cosa avviene nella mente della vittima e dell’aggressore?

 Perché le donne non denunciano?

 Quali sono i meccanismi psicologici che si nascondono 

dietro alla paura di chi tace e sopporta?

 Come riconoscere e contrastare la violenza psicologica?

Solo attraverso gesti effettivi come la denuncia, 

l’ascolto attivo e un lavoro di formazione rivolto alle nuove generazioni 

si potranno scardinare meccanismi secolari e rendere 

alla donna la dignità che le spetta.

Quali sono i segnali che indicano che una donna è vittima di violenza di genere

«I segnali possono essere di natura fisica, psicologica o essere intuiti 

da atteggiamenti bizzarri e incoerenti.

La presenza di ferite, lividi o altri segnali sul corpo, ricorrenti e spiegati con reticenza sono sicuramente un indicazione. Poi ci sono i segnali più psicologici: cambiamento dell’umore, tendenza a spaventarsi anche di fronte a stimoli apparentemente neutri, diffidenza verso chi fa domande, ritiro e isolamento sociale anche rispetto alle persone più significative come genitori e cari amici. L’isolamento sociale ha la doppia funzione: di accondiscendere le richieste del partner violento che spesso spinge a isolarsi. Di nascondere agli altri (e a se stesse) i segni e la gravità di quello che accade e di cui ci si vergogna.» spiega Mattioli.

Ecco un pratico elenco per aiutarci a riconoscere le manifestazioni più diffuse di violenza di genere

  1. Violenza giustificata dalla semplice appartenenza al genere femminile
  2. Linguaggio sessista
  3. Disuguaglianza uomo e donna
  4. Violenza che inizia nella maggior parte dei casi con quella di tipo psicologica
  5. Offese, minacce e umiliazioni
  6. Aggressioni fisiche
  7. Aggressioni sessuali
  8. Controllo costante e stalking
  9. Generazione di senso di colpa della vittima
  10. Isolamento sociale

Dipendenza affettiva: perché la vittima non si allontana dal proprio carnefice
«Spesso si tratta di relazioni caratterizzate dalla dipendenza affettiva. Il partner che poi si rivela violento è stato inizialmente (e lo è generalmente dopo ogni episodio violento) amorevole e premuroso e c’è la difficoltà di integrare i due atteggiamenti. È come se di fronte all’atteggiamento affettuoso la donna si dimenticasse che è la stessa persona che le ha fatto del male, tendendo a giustificare i motivi della violenza o attribuirsene la responsabilità.» Ma perché non si denuncia? «Molte volte non si denunciano le violenze proprio perché si ritiene di averle in qualche modo provocate. Non si denuncia anche per la paura di ulteriori ritorsioni, per non rendere di dominio pubblico il problema, per la difficoltà di ammettere con le persone care di aver sbagliato, soprattutto nelle scelte fatte contro il parere della famiglia o delle amiche, altre volte per la paura di non essere credute, per la scarsa fiducia nella possibilità di essere aiutate.» afferma la dott.sa Mattioli.

  https://www.corriere.it/cronache/20_novembre_24/giornata-contro-violenza-donne-perche-si-celebra-25-novembre-a9e3dc86-2e53-11eb-9814-5d0b7c9bd2b5.shtml

03 novembre 2024

4 Novembre

 
 Il 4 novembre 
è un giorno importante 
per la storia d’Italia: 
si celebra in questa data 
l’armistizio che nel 1918 
pose fine alle ostilità tra 
l’Italia e l’Austria - Ungheria, 
concluse sul campo con la vittoriosa 
offensiva di Vittorio Veneto
Una vittoria frutto della dedizione, 
del sacrificio e dell’unità 
del popolo italiano. 
Una vittoria che costò la vita a 
689.000 italiani 
mentre 1.050.000 furono i mutilati 
e i feriti: cifre che devono far riflettere, 
numeri da ricordare.

01 novembre 2024

Commemorazione dei Defunti


 
 

  di William-Adolphe Bouguereau (1825–1905)

Storia

L'idea di commemorare i defunti
 in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino 
che celebrava infatti tutti i morti,
 il sabato prima della domenica di Sessagesima 
- così chiamata prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II
ossia la domenica che precede di due settimane l'inizio della quaresima, 
all'incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio 
ed il mese di febbraio
Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all'abate benedettino
con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell'abbazia 
fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri 
del 1 novembre per celebrare i defunti, 
ed il giorno dopo l'eucaristia sarebbe stata offerta
 "pro requie omnium defunctorum"
 successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica
Ufficialmente la festività, chiamata originariamente 
Anniversarium Omnium Animarum  
appare per la prima volta nell'Ordo Romanus 

In Italia


È consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, 
visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari.

In molte località italiane è diffusa l'usanza di preparare alcuni dolciumi, 
chiamati infatti dolci dei morti
per celebrare la giornata. 

In Sicilia durante la notte di Ognissanti la credenza vuole che 
i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme 
alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici.


Nella provincia di Massa Carrara la giornata è l'occasione 
del bèn d'i morti
con il quale in origine gli estinti lasciavano in eredità
 alla famiglia l'onore di distribuire cibo ai più bisognosi, 
mentre chi possedeva una cantina offriva ad ognuno 
un bicchiere di vino; 
ai bambini inoltre veniva messa al collo la sfilza,
 una collana fatta di mele e castagne bollite.


Nella zona del monte Argentario era tradizione cucire
 delle grandi tasche sulla parte anteriore dei vestiti dei bambini orfani,
 affinché ognuno potesse metterci qualcosa in offerta,
 cibo o denaro.
 Vi era inoltre l'usanza di mettere delle piccole scarpe
 sulle tombe dei bambini defunti perché si pensava che
 nella notte del 2 novembre le loro anime
 (dette angioletti)
 tornassero in mezzo ai vivi.

Nelle comunità dell'Italia meridionale 
  si commemorano i defunti secondo la tradizione orientale 

Le celebrazioni vengono effettuate nelle settimane 
precedenti la Quaresima.

In Abruzzo, conformemente a quanto avviene 
nel mondo anglosassone in occasione della festa di Halloween
era tradizione scavare e intagliare le zucche e porvi 
poi una candela all'interno per utilizzarle come lanterne. 

TUTTI I SANTI - 1 novembre 2023

TUTTI I SANTI - 1 novembre 2023

Le origini della Festa di Ognissanti o di Tutti i Santi,

 che cade il 1° novembre di ogni anno, 

sono lontanissime e si possono rintracciare al tempo 

dell’antica cultura delle popolazioni celtiche.

 I processi storici e culturali che hanno portato

 questo giorno ad avere un’importanza assoluta 

nel mondo cattolico, sono molti, ma in alcuni testi 

appaiono controversi e discordanti. 

Tutto sembrerebbe risalire alla cultura celtica 

la cui tradizione divideva l’anno solare in due periodi:

 quello in cui c’era la nascita e il rigoglio della natura 

e quello in cui la natura entrava in letargo 

passando un periodo di quiescenza. 

I giorni di inizio di questi due periodi venivano festeggiati, 

il primo, durante il mese di maggio

 (quello della vita, e quindi della rinascita della natura)

 e il secondo a metà autunno

 (quello della morte, e della quiete della natura). 

Questi due giorni venivano chiamati rispettivamente

 Beltane e Samhain. 

Nello stesso periodo storico, presso i romani 

si festeggiava un giorno simile, per significato al Samhain:

la festa in onore di Pomona, dove si salutava la fine del periodo

 agricolo produttivo e si ringraziava la terra per i doni ricevuti. 

Quando Cesare conquisto la Gallia, le due feste pagane, 

celtica e romana, si integrarono e i giorni per il festeggiamento cadevano,

 a secondo delle zone, in un periodo che si collocava tra la fine del 

mese di ottobre e i primi giorni di novembre.

 Solo in seguito i festeggiamenti caddero in un solo giorno

e precisamente tra la notte del 31 ottobre e il primo novembre.

 Questa notte veniva chiamata Nos Galan-Gaeaf, 

cioè notte delle calende d’inverno, 

ed era il momento di maggior contatto tra il mondo 

dei vivi e quello dei morti. 

Con l’affermarsi del cristianesimo, al significato di questa festa, 

prettamente agricola e pagana, se ne sovrappose

 un altro prettamente spirituale e religioso. 

Nel significato religioso si voleva commemorare

 il mondo dell’aldilà o il mondo della morte il cui significato

 viene fatto risalire proprio al Samhain dei Celti. 

Nel VII secolo, con l’avvento al soglio pontificio

 di Papa Bonifacio IV si tentò di andare oltre e 

cambiare la festa pagana in festa cristiana 

dandone così un significato puramente religioso. 

Per togliere ogni residuo di paganesimo, 

l’idea originale fu quella di abolire la festa pagana, 

decisione però che avrebbe scatenato le ire del popolo

 ancora molto ancorato alle antiche tradizioni.

 Si optò quindi per la compensazione e il giorno di 

festa religioso venne chiamato Tutti i Santi,

 giorno in cui poter onorare i santi e che cadeva

 il giorno 13 del mese di maggio. 

La conseguenza di questa decisione fu quella di avere

 due feste affiancate, una pagana e una cristiana.

 Circa due secoli più tardi, e più precisamente nell’835,

 Papa Gregorio IV fece coincidere la data della 

festa cristiana con quella pagana per diminuire 

ancor di più il peso dell’antico culto pre cristiano.

 Il giorno della festa di Tutti i Santi cadeva quindi 

il 1° novembre di ogni anno 

in coincidenza del giorno successivo alla notte 

delle calende d’inverno.

 Ma anche questo non bastò a sradicare il culto pagano, 

cosicché la chiesa introdusse nel X secolo una nuova festa,

 quella dedicata ai morti, che cadeva il 2 novembre. 

Durante i festeggiamenti del 2 novembre,

 dove venivano ricordate le anime degli estinti,

 i loro cari si mascheravano da angeli e diavoli e,

 come nella tradizione celtica,

 accendevano grandi fuochi.

 Nel 1475 la festività di Ognissanti venne resa 

obbligatoria in tutta la Chiesa d’occidente da Sisto IV

 ma il culto pagano, in special modo quello celtico,

 nonostante un lungo periodo di quasi totale dimenticanza,

 è sempre sopravvissuto nella cultura dei popoli europei

 fino ai giorni nostri.

 Infatti la notte di Nos Galan-Gaeaf dell’antica cultura celtica

 viene rievocata, soprattutto nei paesi di 

cultura anglosassone, nella notte di Halloween

 il cui significato è proprio 

vigilia di Ognissanti o di Tutti i Santi .

  notizie prese da:

http://www.mitiemisteri.it/significato_storia_e_origine_delle_festivita/significato_e_origine_della_festa_di_ognissanti.html

30 ottobre 2024

" HALLOWEEN "


 
La parola 
"Halloween" 
ha lontana origine anglosassone;
si fa risalire alla tradizione della chiesa cattolica 
e deriva probabilmente da una 
contrazione della frase
"All Hallows Eve"
ovvero la notte di ognissanti festeggiata il 31 ottobre, 
data che nel quinto secolo avanti Cristo
nell'Irlanda celtica 
coincideva con la fine dell'estate
in questa ricorrenza 
- chiamata Samhain (pronunciata soueen) - 
i colori tipici erano l'arancio per ricordare la mietitura e quindi la fine dell'estate 
ed il nero a simboleggiare l'imminente
buio dell'inverno.
 
 


15 agosto 2024

Come eravamo... apertura al pubblico della Chiesa di Gallana dopo i lavori del restauro - 9 agosto 1996

Chiesa Madonna di Gallana

Tale chiesetta è situata a circa 5 km dalla città in direzione Latiano 
lungo l'antico percorso della via Appia
Probabilmente tale chiesa era già presente durante il periodo tardo-antico,
 al suo interno inciso su un muro è stato trovato un antico gioco romano. 
Nel periodo medievale le fonti citano il casale dove sorge la chiesa come Gallano.
 I racconti della chiesa si fondono tra storia e leggenda.
 Una leggenda riferisce che la chiesa fu fondata da tale 
Galerana moglie di Carlo Magno e consacrata 
da ben 22 vescovi tra cui San Turpino; 
un'altra leggenda narra che una moglie devota pregasse 
qui il ritorno del marito partito per le crociate.
 Caratteristica architettonica della chiesa è la presenza di due cupole in asse,
 elemento che ne colloca la costruzione nel periodo altomedievale.
Ospita interessanti affreschi,
 tra cui una Deesis raffigurante Cristo Pantocratore 
presente sul catino dell'abside,
 nonché una Annunciazione,
 probabilmente parte di un ciclo di affreschi 
riguardanti la Madonna.

06 giugno 2024

Origini del Casato Carbone e personaggi illustri.




Presunti Stemmi Araldici
Presunto stemma araldico appartenuto alla
Fam. Carbone nel XV Sec.
(posto sulla 'Rocca Carbone' di Lagonegro Pz)


Papa Caio (divenuto Santo - archivio Vaticano) III Sec. d.C.

- Fra le leggende relative alla fondazione di Roma, non è da escludere quanto è detto da molti,
e cioè che alcune Tribù Etrusche, provenienti dalle numerose località dei dintorni da essi abitate, si trasferirono nei pressi del luogo dove il Tevere era più facilmente guadabile: la Valle Murcia la quale si estendeva ai piedi del Palatino, colle sul quale sorse la Roma Quadrata, attribuita a Romolo.

- Tali Tribù conservarono intatte i loro usi e costumi nonchè il loro casato, come fecero i coniugi Carbone, provenienti da Rocca Papiria.

- Questa località era situata a circa due miglia a nord di Tusculum, l'attuale Frascati, importante e antico centro Etrusco, la di cui origine era collegata con la leggenda di Telegono figlio di Circe e di Ulisse, che ne sarebbe stato il mitico fondatore.

- Secondo il significato Etrusco la parola Tusculum significherebbe 'Colle Fosco' ed è certo che esso esisteva prima di Roma ed ivi risiedeva un Lucumone Etrusco.

- I Lucumoni erano dei Tutori Regi, ai quali era devoluto il compito di tutelare e amministrare la giustizia della Tribù.

- E' indiscutibilmente provato che i coniugi Carbone provengono da detto Circondario, tanto è vero che spesso sono citati come Tuscolani.

- E' pure provato che molti di loro vi tornarono ad abitare, ed un certo Carbone Lucio Papirio Masone vi costruì una villa per abitarvi.

- Quì di seguito i nomi dei Carbone, che in modo particolare, si sono messi in evidenza attraverso i secoli e cioè, da quando si ha notizia del primo Carbone, che considereremo come capostipide:

1 - Carbone Lucio, primo della Tribù Papiria, vissuto nel 700 a.c. proveniente da Rocca Papiria, giunse a Roma con tutta la propria gente e fu il loro primo Pater Famigliae.

Ai nomi che seguono si omette il cognome Carbone

18 maggio 2024

Settimana della Cultura - 9 - 17 aprile 2011 'cosa avevamo'

cliccate sulle foto degli slide e si ingrandiscono (full screen)


FRANCO DI MARE 
è nato a Napoli nel 1955. 
Giornalista, dopo vent’anni come inviato di guerra, 
è passato alla conduzione televisiva 
(Speciale Tg1, Uno Mattina, Uno Mattina Estate, Sabato domenica e… 
la tv che fa bene alla salute). 
Ha ricevuto numerosi premi, 
fra cui due Oscar della televisione per i suoi reportage dal fronte.
Raccogliendo alcuni ricordi dalle zone calde del pianeta, 
ha costruito uno spettacolo teatrale 
che è poi diventato un libro molto apprezzato: 
Il cecchino e la bambina (Rizzoli, 2009). 
Non chiedere perché è il suo primo romanzo.

clicca sulle locandine e si ingrandisce!

Il Castello di Oria
  aderisce alla 
XIII Settimana della Cultura 
con un calendario di eventi: 
incontri, presentazione di libri, workshop, 
animazione e visite guidate.  
Posto sulla cima del colle più alto di Oria,
il castello  è in un punto strategico 
tra lo Jonio e l’Adriatico. 

Le massicce mura di cinta, 
dominate da tre imponenti torri,
testimonianza della passata funzione difensiva,
racchiudono la vasta piazza d’armi: 
un piazzale che conteneva fino a 5000 soldati.

Un monumento suggestivo di cui il recente restauro 
riporta in luce bellezza e pregio.

Calendario delle iniziative:

9-17 aprile

Visita gratuita con guida del castello 

dalle 9,30 alle 12,30 
(dal lunedì al venerdì) 
ingresso su prenotazione.

Sabato 9 aprile ore 10,00
Convegno di apertura  sul tema  dei Beni Culturali


Giovedì 14 aprile ore 18,30
Cultura del vino: le eccellenze del Meridione d’Italia
a cura della delegazione 

Brindisi AIS Puglia Associazione Italiana Sommeliers.
ingresso gratuito su prenotazione


Venerdì 15 aprile ore 19,30
Presentazione del libro 

“Non chiedermi perché” 
di Franco di Mare – Rizzoli

Incontro con l’autore a cura della Libreria

“Nomine Rosae” – Grottaglle.
http://www.beniculturali.it 

Per ogni richiesta di informazioni:
Giovanni Colonna
Progetti per Comunicazione - Castello di Oria
Cell. 392 0448493


da Oria.info


Una risorsa per il Paese
La Settimana della Cultura, giunta alla tredicesima edizione, 
apre ancora una volta a tutti gli italiani e ai turisti stranieri
le porte dei musei, monumenti, aree archeologiche, 
archivi e biblioteche statali.

Un evento diffuso su tutto il territorio che, 
anno dopo anno,
riscuote un crescente successo di pubblico, 
segno di una voglia di cultura che non conosce crisi,
a cui si aggiunge che nel caso specifico 
in questa iniziativa il nostro patrimonio culturale 
viene promosso in modo adeguato 
con aperture straordinarie e gratuite.
La nuova Direzione Generale 
per la Valorizzazione del Patrimonio 
sta lavorando dallo scorso settembre, 
con risultati molto positivi,
per migliorare l’accoglienza dei nostri musei, 
siti archeologici, archivi e biblioteche statali.

L’Italia potrà così riconquistare il suo naturale ruolo 
di leader internazionale nel settore culturale e turistico, 
con importanti ricadute anche per la nostra economia.

La Settimana della Cultura, 
così come avvenuto per San Valentino e per la Festa della Donna, 
viene promossa tramite una campagna di comunicazione 
di forte impatto e di capillare diffusione,
in grado di veicolare messaggi 
anche attraverso i nuovi canali 
che la nuova tecnologia mette a disposizione 
per raggiungere tutte le fasce di utenza, 
comprese quelle che di solito non frequentano i luoghi d’arte.
Non c’è miglior avvenimento dunque per immergersi 
nell’ineguagliabile patrimonio culturale italiano,
vera risorsa materiale e immateriale del nostro Paese, 
che non conosce svalutazioni di sorta 
e rappresenta da sempre la massima 
espressione nel mondo del rinomato 
made in Italy.
Sandro Bondi 
Ministro per i Beni e le Attività Culturali



08 marzo 2024

8 marzo - FESTA DELLA DONNA

8 MARZO, 

FESTA DELLA DONNA ?

Le origini della festa dell'8 Marzo 
risalgono al lontano 1908, 
quando, pochi giorni prima di questa data,
 a New York, 
le operaie dell'industria tessile Cotton 
scioperarono per protestare contro 
le terribili condizioni 
in cui erano costrette a lavorare. 
Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni,
finché l'8 marzo il proprietario 
Mr. Johnson, 
bloccò tutte le porte della fabbrica 
per impedire alle operaie di uscire.

Allo stabilimento venne appiccato il fuoco 
e le 129 operaie prigioniere
 all'interno morirono arse dalle fiamme. 

Successivamente questa data venne proposta come 
giornata di lotta internazionale, 
a favore delle donne, 
da Rosa Luxemburg, 
proprio in ricordo della tragedia.
 
Questo triste accadimento, 
 ha dato il via negli anni immediatamente successivi 
ad una serie di celebrazioni che i primi tempi 
erano circoscritte agli Stati Uniti 
e avevano come unico scopo il ricordo 
della orribile fine fatta dalle operaie 
morte nel rogo della fabbrica.
Successivamente, 
con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, 
che vedevano come protagonistele 
rivendicazioni femminili in merito al lavoro 
e alla condizione sociale, 
la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, 
diventando, grazie alle associazioni femministe, 
il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli,
ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa, 
le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, 
cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica 
sui problemi che pesano ancora oggi 
sulla condizione della donna, 
ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono 
una grande quantità di mazzettini di mimose, 
divenute il simbolo di questa giornata,  a prezzi esorbitanti,
e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, 
magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, 
ma sanno benissimo che il loro volume di affari 
trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. 
Nel corso degli anni, quindi, 
sebbene non si manchi di festeggiare queste data,
è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, 
perché la grande maggioranza delle donne 
approfitta di questa giornata per uscire da sola 
o con le amiche per concedersi una serata diversa,
magari all'insegna della "trasgressione",
che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile,
come possiamo leggere sui giornali, 
che danno grande rilevanza alla cosa, 
riproponendo per una volta i ruoli invertiti.